Le forze leggere dell'osteopata
A cura di Elena Zanfagna - Osteopata
Eridentimed, Arese (MI)
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L'ambito MIO-FASCIALE...
L’ambito delle forze “leggere” si chiama MIO-fasciale, parliamo quindi di… fascia!
Cos’è? sottile formazione connettivale presente in tutto il corpo. Poggia sullo strato più profondo della cute e contiene vasi che arrivano sino al derma. La fascia che avvolge un muscolo viene detta APONEUROSI.
La fascia può fornire informazioni sulla postura tramite propriocettori. Su di essa si scaricano il 37% delle forze/energia della contrazione; per cui la fascia deve essere FORTE ed ELASTICA (non si deve rompere ma si deve allungare).
La fascia è un insieme di contenitori che dissipano forze, contengono e permettono uno scorrimento ed è essenziale anche per il microcircolo, infatti contiene spazi per il passaggio di fluidi/ sostanze nutritive.
Le tecniche osteopatiche:
Possono essere indirette e dirette.
Le dirette sono quelle tecniche che vanno contro la barriera restrittiva - non pieghi il braccio? Pieghiamolo!
Le indirette vanno dalla parte opposta seguendo il movimento libero - non pieghi il braccio? Stendiamolo!
Queste ultime non guardano alla quantità ma alla qualità del movimento (compliance). Riducono il treno di impulsi afferenti, attraverso l’induzione dei movimenti specifici che hanno scopo di rendere ottimale la funzione interocettiva – esterocettiva.
Quindi funzionano? SI!
Spesso anzi il corpo regisce meglio a una forza che segue la direzione preferenziale rispetto che l’opposta, pensa a un tessuto che lavora in una certa maniera da tempo.. ad eseguire il movimento opposto farà parecchia resistenza, mentre a seguire la direzione preferenziale no!!