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Pedagogia


A cura della Dott.ssa Erika Crozzoletto - Dietista

Eridentimed, Arese (Mi)

Tempo di lettura 1:55’


Andare da un pedagogista?

La decisione di affidarsi ad un pedagogista è sempre difficile, ogni primo passo verso qualcosa di nuovo implicitamente ci spaventa, soprattutto quando si tratta della nostra famiglia e dei nostri figli.

Hai notato che non riesci a farti ascoltare, che hai difficoltà a gestire un capriccio o che uno dei tuoi figli presenta delle difficoltà e ti hanno suggerito di chiedere supporto a qualcuno che si occupi di educazione ed apprendimenti?

I genitori si dovrebbero confrontare con la pedagogista per tutte quelle difficoltà di relazione che incontrano con i propri figli o con i docenti. In poche parole è, nello specifico, un mediatore/formatore delle difficoltà che i genitori hanno con la scuola e nella relazione con i propri figli. Si potrà chiedere aiuto alla pedagogista quando i bambini mostrano delle difficoltà a livello di didattica cognitiva (dislessia, discalculia, disortografia, ADHD ecc.), perché la pedagogista è una formatrice specializzata nella didattica e nelle difficoltà di relazione. È possibile quindi fare riferimento al pedagogista affinchè possa aiutare gli studenti a superare le difficoltà didattiche permettendo così uno sviluppo maggiore in termini di autonomia, autostima ed autoefficacia restituendogli così la voglia di andare a scuola.

La pedagogista può indicare alla famiglia le modalità di risoluzione di difficoltà educative reindirizzando la relazione genitoriale verso una migliore armonia e serenità. Può intervenire ogni qualvolta la famiglia entra in crisi e necessita di aiuto (nascita di un figlio, di un fratellino, problematiche educative, adolescenza, conflitti, separazioni e divorzi, problemi di comportamento, gelosie, non rispetto delle regole e molto altro...) La formazione del pedagogista spazia tra molteplici discipline: la pedagogia, la psicologia, la sociologia, la filosofia e l’antropologia, che permettono al professionista di essere in grado di supportare tutte le difficoltà e criticità relazionali e ambientali in cui la famiglia può trovarsi.

Gli impegni lavorativi non ci permettono di stare accanto ai nostri figli come vorremmo e loro ne risentono? In questa nostra società odierna, così complessa, è difficile trovare del tempo extra da dedicare ai figli, ci sono le lavatrici da fare, la cena da preparare, le pulizie e il riordino della casa, oltre agli innumerevoli accompagnamenti dei nostri figli ai vari sport ed attività. Lo sapevi che bastano 10 minuti al giorno di tempo DI QUALITA’ da passare singolarmente con ogni figlio per poter mantenere ed affinare un rapporto di fiducia e complicità? Un tempo di qualità vuol dire interagire ATTIVAMENTE con lui/lei durante un gioco e mostrarsi entusiasti e positivi se ha fatto bene un compito gratificandolo sempre.

Non è quindi sufficiente la nostra sola presenza o vicinanza se risulta passiva, i bambini hanno bisogno di sentirsi importanti e riconosciuti soprattutto dai genitori che sono il loro modello per eccellenza da seguire. Quando riprendiamo un bambino per un suo comportamento, in lui nasce naturalmente un senso di colpa perché ha scontentato mamma e papà. È controproducente aumentare volontariamente questo senso di colpa per insegnargli qualcosa perché non favorisce l’apprendimento ma nutre l’insicurezza.






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